Il caso Belibasta. Fine dell’ultimo perfetto cataro

Flöss L.



Arso sul rogo a Villerouge-Termenès neI 1321, Guglielmo Belibasta fu, l’ultimo “perfetto” cataro di cui abbiamo notizia nel Sud della Francia. Costretto a fuggire dalla nativa Cubières, nell’Aude, a causa di un omicidio commesso nel corso di una rissa, Belibasta si fece iniziare alla fede catara un po’per convinzione e un po’per opportunismo, riuscendo così a trovare un comodo rifugio in alcune località della Catalogna dove si erano stabiliti altri eretici per sfuggire alle persecuzioni che infuriavano sull’altro versante dei Pirenei. Ma qualche anno dopo un certo Arnaldo Sicre di Tarascon. partito alla ricerca di eretici da denunciare per benefici personali, lo individuò nella cittadina di San Mateo e, con uno stratagemma, riuscì a farlo cadere in trappola. Il presente volume contiene il resoconto della vicenda fatto dallo stesso Sicre davanti all’inquisitore Jacques Fournier (il futuro papa Benedetto XII). Avvincente come un romanzo - con le sue descrizioni della vita quotidiana degli eretici in esilio, delle gelosie e delle rivalità che serpeggiavano tra le file degli eretici, delle poco edificanti tresche amorose cui Belibasta non seppe sottrarsi - la sua deposizione si legge tutta d’un fiato. Nello stesso tempo, essa racchiude la fedele trascrizione di molti sermoni tenuti dal “perfetto” ai credenti della setta e contenenti un vivace compendio delle principali dottrine catare. Come scrive nella sua Premessa Jean Duvernoy, uno dei maggiori studiosi viventi del catarismo e primo editore del testo, il racconto di Arnaldo Sicre offre al lettore di oggi “l’esposizione più coerente e pregevole dal punto di vista letterario di quelli che furono agli inizi del XIV secolo, l’emigrazione religiosa dalla regione di Foix verso la Spagna, il catarismo e i processi dell’Inquisizione”.